giovedì 15 marzo 2012

Nuovo Workshop "Libera-mente in con-tatto"




Ascoltare il corpo, incontrare l’altro, entrare in contatto, lasciar vibrare le emozioni che ci ri-collegano all’energia vitale, al piacere di muoversi, di stare in relazione con sé e con gli altri giocando con lo spazio, la musica, i colori … un viaggio per conoscersi dentro la nostra pelle e costruire un ponte con ciò che è fuori di noi.

Il workshop è indirizzato a chiunque abbia voglia di ritagliarsi uno spazio in cui esplorare territori di sé.

Il costo dell’incontro è di 30 euro.

Si consiglia di vestire con abiti comodi.

E’ necessaria la prenotazione, via mail o telefonica.

Dott.ssa Sara Cattaneo
Cell: 335.5782591
saracattaneo34@gmail.com

Dott.ssa Lucrezia Cioffi
Cell: 320.7070.544
lucreziacioffi@yahoo.it

lunedì 23 gennaio 2012

L'enneagramma



L ‘enneagramma è uno strumento antichissimo che permette di studiare il carattere di ogni essere umano e di eliminare l’antinomia sano/malato. L’ individuo,nel corso della sua vita, continua a mettere in atto un comportamento che inizialmente venne adottato come reazione di emergenza e che in seguito si è trasformato in qualcosa di fisso e di rigido. Con l’andare del tempo l’individuo non sarà più libero di scegliere come comportarsi ma continuerà a funzionare in automatico senza considerare le caratteristiche attuali della situazione e le possibili risposte creative. La parola carattere deriva dal greco e significa” scolpito dentro” intendendo condizionamente emotivi, cognitivi e comportamentali.  Si tratta dunque di un conflitto cronicizzato che aumenta il rifiuto di se stessi e il desiderio di essere diversi da quello che si è. Il carattere è dunque la somma delle risposte adattive che abbiamo appreso durante l’infanzia e che magari non sono più adatte alla nostra vita attuale.
L’enneagramma è un modello che organizza i diversi tipi di carattere, descrivendo nove tipi di personalità e il rapporto tra di loro. Ognuno di noi ha in sé tutte le caratteristiche dei nove tipi ma una delle funzioni prevale interferendo con l'equilibrio dell'organismo. Ogni carattere comporta una fissazione (cioè una distorsione della realtà che scatta in modo automatico), una passione (cioè un bisogno nevrotico) e una virtù che è ciò verso cui tendere per trasformare la passione in un comportamento creativo e funzionale all'equilibrio dell'organismo.

giovedì 12 gennaio 2012

Il lavoro con il sogno



Il sogno in Gestalt è considerato estremamente importante, anche se non viene interpretato come accade per altri approcci. Perls considerava i vari elementi del sogno come frammenti della personalità  ed è quindi importante che la persona entri in contatto con le figure del sogno per riconoscere in che modo le appartengano. Attraverso il lavoro di identificazione con questi aspetti del sogno, è possibile recuperare il proprio potenziale proiettato nelle immagini oniriche.
Poiché, come dicevo, i sogni non vengono interpretati, il lavoro con essi consiste nel rimetterli in vita, in modo che la persona resti in contatto con il proprio vissuto emozionale. Non un semplice racconto, quindi, ma un rivivere, un mettere in azione, in modo che la persona si senta in grado di concludere il sogno per poterlo lasciare andare. Oltre quella del rimettere in vita il sogno, esistono altre tecniche che permettono di aumentare la consapevolezza del senso che hanno per la persona le varie scene e gli elementi del sogno, nella vita reale.

venerdì 6 gennaio 2012

Niente panico!

L’attacco di panico è una crisi d'ansia estrema, sconvolgente, che comporta i sintomi fisici e psichici dell'ansia al massimo dell'intensità, fino a provocare la paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo, depersonalizzazione (sentirsi come estraneo a se stesso o come distaccato da sé o come un automa, ecc.), derealizzazione (vivere la realtà esterna come strana, irreale). L'attacco di panico può essere provocato da cause psichiatriche o non psichiatriche, come abbiamo detto per l'ansia.
Il disturbo da attacchi di panico è caratterizzato da ripetuti attacchi di panico, imprevedibili, inaspettati e non provocati né da una malattia medica né da una sostanza. Si verificano nelle situazioni più diverse. Spesso, la persona che per la prima volta sperimenta l’attacco di panico, pensa di avere avuto un infarto e infatti la prima visita è al pronto soccorso o dal cardiologo. La vita di chi ha questo sintomo può diventare molto ritirata perchè la persona che ha paura della paura spesso evita di uscire (o di uscire da sola) per timore di avere un attacco mentre è fuori, indifesa. In effetti, di solito questo disturbo si presenta in situazioni in cui non c’è, apparentemente, “via di scampo”, come al cinema, in auto in galleria, sul treno, in luoghi affollati o da cui non si può uscire facilmente e rapidamente.


Il trattamento del disturbo di panico deve essere basato sulla psicoterapia perché il solo trattamento farmacologico è utile per bloccarlo temporaneamente ma da solo, benchè importante, non è sufficiente. L’attacco di panico è infatti il sintomo della difficoltà che la persona ha nell’affrontare le situazioni della vita, non a caso il primo attacco avviene quasi sempre in seguito a momenti cruciali, come lutti, cambiamenti importanti, situazioni che comportano stress molto elevato. Risulta quindi estremamente importante aiutare l’individuo ad individuare in sé le risorse che gli permettono di affrontare le varie situazioni della vita facendo conto su se stesso, senza sentire il bisogno di appoggiarsi a qualcuno. In sostanza, si tratta di aiutare la persona ad essere indipendente e libera di vivere la propria vita come desidera.

martedì 20 dicembre 2011

Cos'è la Gestalt?




La psicoterapia della gestalt è stata fondata da Fritz Perls che, partendo dalla psicoanalisi, ha costruito questo approccio basato sulla fenomenologia e sull’esistenzialismo. Il modello della psicoterapia della gestalt non aderisce al modello medico di “cura” di sintomi o di malattie, al contrario si propone di migliorare la qualità della vita delle persone attraverso la riscoperta delle risorse personali. Questo permette al cliente, attraverso la relazione con il terapeuta, di passare dal sostegno (esterno) all’auto-sostegno, di sentirsi libero di scegliere ciò che è meglio per la propria vita. L’intervento terapeutico, che nelle sue tecniche utilizza il concetto di figura-sfondo, si basa sul qui e ora perché l’unico potere che abbiamo è sul presente e sul nostro comportamento, né passato né futuro possono essere modificati. Si tratta di un percorso di consapevolezza e di presa in carico della propria vita, quindi del proprio benessere.

martedì 13 dicembre 2011

Il sostegno psicologico in oncologia



La psicologia in ambito oncologico ha senso se si tiene conto del fatto che molto spesso la diagnosi di cancro avviene in modo improvviso e all’interno di una situazione di “normalità”. Avviene non di rado che la persona che è andata a fare dei controlli medici per sintomi non invalidanti né preoccupanti, si ritrova con una diagnosi di malattia che la getta in uno stato di malessere non solo fisico ma anche psicologico. Infatti, il modello medico non presenta spesso modelli positivi di guarigione e questo genere di diagnosi apre un baratro che porta alle fantasie catastrofiche di morte “a breve scadenza” che caratterizzano la visione del cancro degli ultimi cento anni. I modelli positivi hanno scarsa visibilità anche perché il modello medico si basa sulla polarità sano/malato, non tenendo conto di situazioni intermedie in cui assume un valore fondamentale la qualità di vita. Lo psicologo entra in questo ambito, quello del miglioramento della qualità di vita all’interno di una situazione di malattia, della persona o di un suo congiunto. A livello individuale, aiutando la persona a trovare in sé le risorse per far fronte ad un momento difficile della vita ed attivarle, ad esprimere sentimenti e paure che spesso vengono tenute dentro per non mettere a disagio le persone che sono accanto o pesare su di loro. Nel gruppo di auto-aiuto, confrontarsi e condividere con persone che hanno la stessa esperienza può attivare ulteriori risorse sia personali che provenienti dal gruppo stesso che diventa un contesto privilegiato e protetto di espressione.

Le caratteristiche principali di un gruppo sono:

Privacy. Tutto ciò che viene detto e condiviso all’interno del gruppo non può essere riportato all’esterno. I partecipanti e i conduttori fanno una sorta di “patto di fiducia” che li vincola a mantenere la riservatezza su tutto quello che accade durante gli incontri.

 Appartenenza ad una condizione esistenziale che trova riconoscimento di dignità personale.

Condivisione. Vengono messe in comune esperienze e risorse, in modo che l’esperienza del singolo diventa risorsa per un’altra persona e per tutto il gruppo.

Sportello di ascolto psicologico

Svolgo la mia attività, insieme ad alcuni colleghi, anche in provincia di Viterbo, a Faleria, presso il Centro Galeno: